L'anticipazione del Foglio commentata da giornali e agenzie
Leggi come giornali e agenzie di stampa hanno commentato l'anticipazione del Foglio sulla lettera di Benedetto XVI sula revoca della scomunica ai lefebvriani.

L'anticipazione del Foglio è stata ripresa da diversi quotidiani:
Leggi l'articolo sul New York Times
Leggi dal blog del Times
Leggi l'articolo sul Jerusalem Post
Leggi l'articolo sul Corriere della Sera
Leggi l'articolo su ilsussidiario.net
Leggi l'articolo su Panorama
Così l'Ansa:
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 11 MAR - Un chiarimento definitivo su come e perché il Papa ha deciso, nel gennaio scorso, di revocare la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, sarebbe contenuto in una lettera rivolta a tutti i presuli del mondo da Benedetto XVI che sarà resa nota nei prossimi giorni. Lo afferma il quotidiano Il Foglio in un articolo pubblicato oggi in prima pagina. Le fonti ufficiali vaticane, interpellate sull'anticipazione, non hanno inteso commentare la notizia. Nella lettera, secondo quanto riferito dal Foglio che cita anche alcuni passaggi tra virgolette, il Papa esprime una "parola chiarificatrice" per "contribuire in questo modo alla pace della chiesa", ammettendo alcuni "sbagli", chiarendo che i lefebvriani non sono ancora in piena comunione con Roma e annunciando che la pontificia commissione Ecclesia Dei, che finora ha condotto la vicenda, sarà affiancata d'ora in poi, da altre istituzioni vaticane. Il Papa, sempre secondo le anticipazioni del Foglio, ammetterebbe nella lettera due "sbagli" nella gestione della vicenda lefebvriani: il primo, non avere consultato Internet, "attraverso il quale - scrive il quotidiano - si poteva venire a conoscenza delle dichiarazioni negazioniste di Williamson che invece si sono sovrapposte in modo 'imprevedibile' - le virgolette si riferiscono in questo caso alla lettera - alla remissione della scomunica, provocando un corto circuito mediatico che ha fatto travisare l'intera vicenda". Il secondo "sbaglio" - aggiunge il quotidiano - è stato quello di un modo "non sufficientemente chiaro" - anche in questo caso le virgolette si riferiscono al testo della missiva - di illustrare la remissione della scomunica. Benedetto XVI ribadisce, a questo punto, - si legge nell'articolo - che "la revoca della scomunica è personale, riguarda i quattro vescovi, e non implica il riconoscimento canonico della Fraternità Pio X, che potrà avvenire solo dopo un suo riallineamento dottrinale, con tanto di accettazione del Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi". E questa delicatissima questione non sarà nelle sole mani dell'Ecclesia Dei del cardinale Dario Castrillon Hoyos, ma anche della Congregazione per la dottrina della Fede, affidata al card.Joseph Levada, e attraverso di essa, collegata alle altre congregazioni vaticane e ai rappresentanti dell'episcopato monsiale che partecipano al lavoro collegiale dell'ex Sant'Uffizio. Il conclusione, il pontefice difende comunque la sua scelta di revocare la scomunica, ispirata alla necessaria "unità dei credenti" e opportuna nei fatti nonostante qualche "stonatura" sia nelle dichiarazioni dei lefebvriani sia - conclude l'articolo del Foglio illustrando la lettera - all'interno della chiesa.(ANSA)
Così l'agenzia di stampa Agi:
PAPA, REVOCA NECESSARIA MA LEFEBVRIANI ANCORA FUORI (AGI) - CdV, 11 mar. - (di Salvatore Izzo) "La scomunica colpisce persone, non istituzioni: la revoca e' un atto disciplinare, che rimane ben distinto dall'ambito dottrinale". Lo chiarisce Benedetto XVI nella sua lettera ai vescovi di tutto il mondo, anticipata questa notte dal sito del quotidiano Il Foglio, che oggi ne pubblica ampi stralci. I vescovi ordinati da mons. Lefebvre nell'88, anche se "sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa", afferma il Pontefice nel testo, che a fine mattinata la Sala Stampa della Santa Sede, ha annunciato che pubblichera' domani. Con la sua Lettera, il Papa risponde dichiaratamente alla domanda critica che molti (in primis gli episcopati francese, svizzero, tedesco e austriaco) gli hanno rivolto in queste settimane: "la revoca della scomunica era necessaria? Era davvero una priorita'?". "Puo' lasciarci totalmente indifferenti - si chiede - una comunita' nella quale si trovano 491 sacerdoti e migliaia di fedeli? Dobbiamo davvero lasciarli andare alla deriva lontani dalla Chiesa?''. Ratzinger afferma che dalla Fraternita' sono venute "molte cose stonate, superbia, saccenteria, unilateralismi", ma anche "una serie di testimonianze commoventi di gratitudine, nelle quali si rendeva percepibile un'apertura dei cuori". Rileva che anche nell'ambiente ecclesiale sono emerse stonature: "a volte si ha l'impressione - scrive - che la nostra societa' abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza; contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi - in questo caso il Papa - perde anche lui il diritto alla tolleranza e puo' pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo". Dicendosi addolorato perche' questo e' avvenuto da parte di "molti cattolici", lamenta quindi che il "sommesso gesto di una mano tesa" e' stato interpretato come "una cosa totalmente diversa: come una smentita della riconciliazione tra cristiani ed ebrei, e quindi come la revoca di cio' che in questa materia il Concilio aveva chiarito per il cammino della Chiesa". A proposito del Concilio il Papa scrive che "non si puo' congelare l'autorita' magisteriale della Chiesa all'anno 1962 e cio' deve essere ben chiaro alla Fraternita. Ma - osserva - ad alcuni di coloro che si segnalano come difensori del Concilio deve essere pure richiamato alla memoria che il Vaticano II porta con se' l'intera storia dottrinale della Chiesa. Chi vuole essere obbediente al Concilio deve accettare la fede professata nel corso dei secoli e non puo' tagliare le radici di cui l'albero vive". La Lettera ammette poi che ci sono stati errori di comunicazione da parte della Santa Sede per non aver saputo presentare il senso della revoca in modo adeguato e per non aver monitorato internet in merito alle dichiarazioni del vescovo negazionista Richard WIlliamson che hanno alimentato le polemiche. Nel testo il Pontefice annuncia infine di voler collegare la commissione Ecclesia Dei, che si occupa dei lefebvriani, con la Congregazione per la dottrina della Fede. (AGI)
LEFEBVRIANI: PAPA, CI SONO STATI PROBLEMI DI COMUNICAZIONE (AGI) - CdV, 11 mar. - E' la prima volta che il Papa ammette l'esistenza di problemi di comunicazione relativi all'attivita' della Santa Sede. Alcune settimane fa lo stesso portavoce, padre Federico Lombardi, ha sottolineato in un'intervista a ''La Croix'' le difficolta' che incontra con i dicasteri che sembrano voler comunicare direttamente senza nessun coordinamento (ne' strategia). E' accaduto ad esempio che dichiarazioni critiche verso il Governo rilasciate dal numero due del dicastero per la pastorale dei migranti, mons. Agostino Marchetto, fossero attribuite direttamente al Vaticano, costringendo padre Lonmbardi a precisare che la Santa Sede guarda con rispetto alla legittima azione del Governo e del Parlamanto. Analoghe tensioni all'interno del Vaticano hanno suscitato le parole giudicate troppo forti usate dal ministro della salute Lozano Barragan sul caso Eluana (e che hanno attirato tra l'altro una querela del signor Englaro, che ha creato imbarazzo anche se giuridicamente un capo dicastero vaticano non e' perseguibile per le affermazioni che puo' fare in quanto l'autonomia della Santa Sede e' tutelata dai Patti Lateranensi). Per una curiosa circostanza, anche la Lettera nella quale il Papa fa cenno al problema comunicativo e' stata anticipata su Internet fin da ieri sera (e' apparsa prima di mezzanotte sul sito del Foglio, che nell'edizione di oggi commenta il testo del Pontefice). E cosi' ancora una volta non c'e' stata possibilita' di una mediazione tempestiva che accompagnasse e illustrasse un documento di Papa Ratzinger, forse uno dei pu' bellie e sofferti del suo grande Magistero. (AGI)